BALLOON LAB.
Alla base di ogni progetto c'è sempre una scelta filosofica che spiega, o almeno tenta di farlo, le ragioni stesse dell'idea.
La filosofia di Balloon Lab è quella di interpretare i palloncini non solo come semplice oggetto del nostro lavoro ma anche come soggetto di altre espressioni artistiche.
Mi spiego meglio.
Quando creiamo una composizione, un bouquet ad esempio, stiamo utilizzando i palloncini in quanto oggetto principale del nostro lavoro quotidiano. E' questo lo scopo primario per cui i palloncini vengono prodotti. Ma, se prendiamo la stessa realizzazione e la fotografiamo otterremo un'altra opera, la foto per l'appunto, nella quale i palloncini costituiranno il soggetto.
Lo stesso concetto può essere trasportato in tutti gli altri campi artistici. I palloncini possono essere descritti, disegnati, scolpiti, fotografati, come già detto, e molto altro ancora.
Non solo.
Lab sta per "laboratorio" ovvero un luogo dove si cercano soluzioni alternative, nuove tecniche, nuovi strumenti. Anche in questi casi i palloncini restano al centro di un'attenzione che potremmo definire soggettiva.
La mia domanda è la seguente.
Quando viene creata una nuova tecnica per utilizzare i palloncini, qual'è l'oggetto e quale il soggetto?
Se pensiamo ai palloncini solo in termini materiali, non avremo creato una tecnica ma una composizione. Se invece, al contrario, per noi l'oggetto del discorso è la nuova tecnica, allora potremmo veramente adattarla a molti tipi e misure di palloncini con uno sviluppo potenzialmente maggiore.
Alla fine otterremo non una ma molte composizioni.
Balloon Lab non si pone veri e propri limiti e proprio per questo è un'entità in continua evoluzione. Questo blog ne è un esempio. Un diario quasi privato destinato ad un pubblico di professionisti.
Da dove vengo? Chi sono? Cosa faccio? Dove vado?
Quante volte mi sono fatto queste domande!
Se una per volta o tutte insieme ha poca importanza, quello che invece conta è che alla fine, dalle risposte, si avvince la mia personale storia e si scoprono le carte delle mie scelte.
Non solo, in queste domande esistenziali si nasconde anche la mia predisposizione verso una fatalità cosmica oppure verso una consapevolezza pragmatica.
Sono un predestinato o sono il risultato delle mie decisioni?
Se qualcuno ha scelto per me, prima che io potessi dire la mia, beh allora vorrei dirgli che se proprio voleva darmi un talento... avrei preferito avere i piedi di Maradona o la voce di Pavarotti... Invece mi sono toccate in dote due mani per "twistare" palloncini.
Non avrei mai pensato di fare questo lavoro. Da piccolo, a coloro che me lo chiedevano, dicevo che volevo diventare come mio papà! E in parte, per quello che concerne il taglio di capelli, sono in effetti riuscito nell'intento.
Eppure, se alla fine sono un artigiano dei palloncini un motivo ci dovrà pur essere. Questo blog è il tentativo di darmi, attraverso le mie esperienze, alcune delle risposte che da sempre vado cercando.
Con affetto
Alberto

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